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Vantaggi Fiscali superiori ai costi

Per gli imprenditori e le società il tentativo di recupero crediti Bergamo può portare dei benefici, in termini di risparmio fiscale e di recupero di iva non riscossa, tali da superare e di parecchio il costo dell'attività giudiziale.

Tariffe chiare e convenienti

Onde evitare spiacevoli sorprese ai nostri clienti siamo sempre molto chiari riguardo alla nostra retribuzione nell'attività di recupero crediti a Bergamo.
Questa può essere calcolata in diversi modi, sulla base delle esigenze del cliente.

Incontri periodici nella vostra sede

L'Avvocato Massimo Mascali organizza incontri periodici presso la sede del cliente durante i quali viene fatto il punto della situazione del recupero crediti e vengono scambiate informazioni e opinioni.

Avvocato Recupero Crediti Bergamo: costa meno di quello che credi

Un sistema vantaggioso, economico e personalizzato per il Recupero Crediti a Bergamo.

I compensi per intero vengono pagati solo in caso di recupero del credito; nel caso contrario il Cliente sarà tenuto a corrispondere un importo predefinito e notevolmente contenuto, che è il compenso indicato in Tabella.

In alternativa potete scegliere tra altri metodi di determinazione del compenso quello che più si addice alle vostre esigenze.

Potrete sottoporre il vostro caso e, gratuitamente e senza impegno da parte vostra, vi verrà formulato un preventivo coerente con le vostre necessità.

Imprenditori, Società ed Artigiani

L'avvocato Massimo Mascali a Bergamo ha maturato una notevole esperienza nel recupero crediti aziendale, seguendo aziende sia di piccole che di grandi dimensioni...

Liberi
Professionisti

Lo Studio Legale Mascali segue con successo il recupero crediti a Bergamo per conto di professionisti di vario genere: ingegneri, architetti, medici,...

Persone
Fisiche

Nella maggior parte dei casi, grazie alle attività svolte dall'avvocato Massimo Mascali, la sola fase stragiudiziale consente un totale o parziale recupero del credito.

Studio Legale Mascali

Lo Studio Legale Mascali, fondato a Bergamo nel 1969, è specializzato in diritto civile ed in particolare in recupero crediti e fornisce assistenza qualificata sia ad aziende, con le quali intrattiene rapporti continuativi regolati spesso fa contratti a forfait, che a privati.

Le tariffe dell'Avvocato, specializzato in Recupero Crediti a Bergamo, sono chiare fin da subito (potete consultarle a questo link) e molto convenienti.

Scopri di Più


Le fasi del Recupero Crediti:

1. Fase
Stragiudiziale

Più veloce, efficace e meno onerosa per il creditore, questa fase, se affrontata con le dovute competenze, porta nella maggior parte dei casi al recupero del credito, ivi comprese le spese legali.

2. Analisi Patrimoniale

Finalizzata ad evitare procedure all'evidenza inutili, questa fase consiste in un'attenta analisi della situazione reddituale e patrimoniale del debitore, avvalendosi di società di rating, investigazioni,...

3. Fase
giudiziale

La fase giudiziale comprende l'azione di accertamento del credito e la eventuale successiva azione esecutiva per il recupero coattivo del credito.

Approfondimenti

8 ottobre 2018

Assegno senza data

L'assegno senza data vale (solo) come promessa di pagamento

La decisione resa dalla Cassazione, con l'ordinanza n. 24144/18, depositata il 03.10.2018, prende le mosse da un'opposizione a decreto ingiuntivo, a mezzo del quale il creditore chiedeva il pagamento del dovuto sulla base di un assegno bancario, la cui data veniva contestata dal debitore.

La Corte di Cassazione, nel confermare la correttezza delle sentenze di primo e secondo grado, sottolinea come la data, ai fini dell'utilizzo del titolo quale prova scritta ai fini dell'emissione del decreto ingiuntivo, sia circostanza tutto sommato irrilevante.



11 giugno 2018

Notifica decreto ingiuntivo oltre il termine

Il decreto ingiuntivo può essere notificato anche oltre il termine previsto per legge

Una recente sentenza del Tribunale di Reggio Emilia, la n. 75/18 depositata il 18.05.2018, ha avuto modo di ribadire un'interpretazione giurisprudenziale piuttosto datata e relativa alla notifica del decreto ingiuntivo oltre il termine stabilito dalla legge.

L'art. 644 c.p.c. dispone che il decreto d'ingiunzione diventa inefficace qualora la notificazione non sia eseguita nel termine di sessanta giorni dalla pronuncia. Cosa succede, quindi, se il decreto ingiuntivo, per qualsiasi motivo, venga notificato oltre il termine?



21 maggio 2018

Nelle cause di recupero crediti contro il consumatore la residenza rilevante ai fini della competenza è quella che risulta al momento della domanda

Il cliente di un Avvocato solleva eccezione di incompetenza

Un avvocato procedeva con decreto ingiuntivo contro il proprio cliente che non aveva pagato i compensi relativi a prestazioni professionali rese sul foro di Lecce. Il cliente, che nel frattempo si era trasferito a Bologna, opponeva il decreto ingiuntivo e sollevava eccezione di incompetenza. Il Tribunale di Lecce respingeva l'eccezione e disponeva la prosecuzione del giudizio di opposizione. Il cliente, non convinto, impugnava l'ordinanza di rigetto, ai sensi e per gli effetti dell'art. 42 del Codice di Procedura Civile, con regolamento necessario di competenza avanti la Corte di Cassazione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11389/2018, del 23.11.2017, depositata il 11.05.2018, accoglie il ricorso e dichiara la competenza del Tribunale di Bologna per le ragioni che seguono.

l rapporto tra avvocato e cliente è un rapporto tra professionista e consumatore ed è, di conseguenza, soggetto alla disciplina del Codice del Consumo (D.Lgs. n. 2906/2005). Ai sensi e per gli effetti dell'art. 33, "Si presumono vessatorie (e, quindi, nulle, n.d.r.) fino a prova contraria le clausole che hanno per oggetto, o per effetto, di: … stabilire come sede del foro competente sulle controversie località diversa da quella di residenza o domicilio elettivo del consumatore". Il problema affrontato nel caso concreto sta nel fatto che il consumatore aveva dichiarato una residenza nel contratto di cui si controverte, residenza che successivamente cambiava. La domanda che ci si pone è quale delle due residenze sia da considerare rilevante ai fini del foro competente. La Corte parte da una premessa, che è la regola dettata dall'art. 5 del c.p.c., per il quale "La giurisdizione e la competenza si determinano con riguardo alla legge vigente e allo stato di fatto esistente al momento della proposizione della domanda …".



9 maggio 2018

Quando ad un credito del fallito viene opposto in compensazione un proprio credito

È possibile opporre un proprio credito in compensazione contro il fallimento che agisce per far valere un credito del fallito

Secondo la sentenza della Corte di Cassazione n. 30298 del 18.12.2017, pubblicata il 05.05.2018, è possibile neutralizzare la richiesta di pagamento proveniente da un fallimento facendo valere un proprio controcredito verso quello stesso fallimento.

Nella specie era successo che il fallimento si fosse sciolto da un contratto preliminare relativo ad un immobile e avesse chiesto ed ottenuto un corrispettivo per l'illegittima occupazione dell'immobile. L'occupante aveva eccepito in compensazione il proprio credito per i miglioramenti apportati all'immobile. La soluzione adottata nel caso di specie trova, comunque, applicazione in ogni situazione in cui ad un credito del fallito venga opposto in compensazione un proprio credito.



1 marzo 2018

Recupero Crediti da parte di Società di telecomunicazioni

Il ricorso al decreto ingiuntivo da parte della società di Telecomunicazione non è subordinato al previo esperimento del tentativo di conciliazione

Nel presente approfondimento ci si chiede se la società di telecomunicazioni, prima di procedere al recupero crediti, debba sempre e comunque, instaurare il tentativo di conciliazione avanti le autorità preposte.
Il dubbio nasce dal fatto che, di fronte alla previsione del tentativo come obbligatorio, la norma esclude espressamente dal suo ambito applicativo le controversie relative al recupero del credito, in caso di assenza di contestazioni da parte dell'utente. Né la norma né il Regolamento chiariscono cosa si debba intendere per contestazione e a chi, in caso di opposizione a decreto ingiuntivo, spetti l'onere di attivare la procedura volta al componimento bonario.

E' opinione di chi scrive che l'operatore può procedere al recupero del proprio credito con richiesta di decreto ingiuntivo e senza esperire il tentativo di conciliazione. In caso di opposizione al decreto ingiuntivo promossa dall'utente, il Giudice, solo se le contestazioni precedenti all'instaurazione del procedimento erano state specifiche e dettagliate, potrà sospendere il giudizio, imponendo l'eventuale onere di attivarsi per il tentativo di conciliazione sull'utente. Qualora l'utente, opponente il decreto ingiuntivo, dovesse rimanere inerte di fronte all'invito al Giudice, la conseguenza sarà l'improcedibilità dell'opposizione con conseguente passaggio in giudicato del decreto ingiuntivo.

Orari

Lun. - Ven.: 8.30 - 12.15 / 14:30 - 19:15
Giovedì Pomeriggio Chiuso